Il Parco Naturale Regionale di Bric tana
Superficie dell'area protetta: 170 ha
Curiose guglie di calcare sovrastano il fiume Bormida ergendosi dai folti boschi del piccolo parco regionale di Bric Tana, area collinare in gran parte coperta da castagneti e boschi misti, importante soprattutto per la presenza di forme carsiche superficiali e sotterranee.
In alcune cavita' si possono osservare le nicchie di distacco di pietre da macina, frutto dell'opera di pazienti scalpellini.
Testimonianze di più antiche frequentazioni sono emerse nella localita' detta Tana dell'Orpe ove sono stati ritrovati reperti preistorici.
Ricerche di paleobotanica collegate allo studio dei pollini ritrovati nel sito, hanno poi permesso di risalire allo stato primordiale dei luoghi e alle abitudini alimentari degli antichi abitanti.

Anello della Feia
Tra pinnacoli di roccia, doline e grotte un itinerario nel cuore dell’area protetta di Bric Tana
Durata:
una giornata
Servizi offerti:
accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99)

I Castagni della Valle dei Tre Re
Immerso in un lussureggiante castagneto, un itinerario alla scoperta di grotte e fenomeni carsici, impreziosito dalle numerose testimonianze archeologiche di una millenaria presenza dell’uomo
Durata:
mezza giornata
Servizi offerti:
accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99)

Carsismo in Alta Val Bormida
Al di fuori dell’area protetta, nella zona carsica di Bardineto, un itinerario alla scoperta delle risorgenze e degli inghiottitoi del Rio Secco e delle doline di Pianfieno
Durata:
una giornata
Servizi offerti:
accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99)

Il Parco Naturale Regionale di Piana Crixia
Superficie dell'area protetta: 794 ha
I dolci declivi coltivati delle Langhe di Piana Crixia, nel piccolo omonimo parco regionale, sono bruscamente interrotti dai calanchi, suggestive forme erosive comuni nelle vicine Langhe piemontesi ma uniche in Liguria, quasi onde di sabbia e argilla dove la vegetazione pioniera sembra tentare di galleggiare. L'emblema del parco è però lo spettacolare, gigantesco fungo di pietra.
Il monumento naturale e' costituito da un grande masso ofiolitico sostenuto da una colonna di detriti modellata dall'erosione dovuta soprattutto al ruscellamento delle acque superficiali.

L’anello di San Massimo
L’itinerario più classico per scoprire gli spettacolari calanchi del parco naturale di Piana Crixia
Durata:
una giornata
Servizi offerti:
accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99)

Il Parco Naturale Regionale del Beigua
Il territorio del Sistema Monte Beigua si estende per circa 18.000 ettari a cavallo delle provincie di Savona e Genova, comprendendo una molteplicita' di ambienti naturali che vanno dalla macchia mediterranea della costa alla vegetazione montana dei crinali del massiccio del Beigua, culminando ai 1.287 metri della vetta omonima.
La presenza di un massiccio montuoso così vicino al mare determina il fenomeno, ben noto a chi frequenta la zona, delle foschie, le famose "nebbie orografiche" (gaiu in dialetto), fronti nuvolosi che scontrandosi con la barriera dei monti, cedono, per precipitazione o condensazione l’umidità raccolta sul mare.
L’elevata piovosita' comporta quindi una notevole presenza di sorgenti e corsi d’acqua, laghetti, torbiere (di particolare interesse quella del Lajone, con le sue piante insettivore), forre e cascate che contribuiscono a creare un ambiente di selvaggia bellezza.
Dal punto di vista geologico, la zona e' caratterizzata da formazioni rocciose appartenenti al "Gruppo di Voltri" che costituisce il confine geologico tra Alpi ed Appennini. Le rocce che lo compongono si sono formate 150 milioni di anni fa per solidificazione di magmi al di sotto di un bacino oceanico e per successiva metamorfizzazione.
Si tratta di Ofioliti, dette anche rocce verdi per le tonalita' di colore che assumono, ricche di ferro e di magnesio.
Questo tipo di roccia viene eroso molto lentamente dagli agenti atmosferici per cui da luogo a morfologie molto aspre e accidentate, terreni piuttosto poveri e brulli e conseguentemente associazioni vegetali fortemente adattate.
Il magnesio, presente in alte concentrazioni nelle rocce e nel suolo, risulta tossico per molte specie vegetali, per cui in quest’area si incontrano particolari specie che prediligono questo minerale o che hanno sviluppato meccanismi biochimici per neutralizzare i suoi effetti (Dafne odorosa, Asplenio del serpentino, Costolina appenninica, Cerastio utriense, Alisso alissoide). Le peculiarita' di questo ambiente consentono inoltre spettacolari fioriture di specie rare come la Frassinella con le sue vistose inflorescenze alte sino ad un metro e mezzo, come l’Iris graminea e la Viola di Bertoloni. Accompagnati da personale specializzato è inoltre possibile trovare l’Aquilegia di Bertoloni, la piu' rara pianta della Liguria presente solo in un limitato territorio del Beigua, oppure piante particolari come la Drosera che ha sviluppato adattamenti insettivori.
Il bosco alle quote intermedie è costituito prevalentemente da castagno, che ha rappresentato per lungo tempo una delle fonti economiche piu' importanti per la popolazione.
Altre specie arboree che si incontrano inframmezzate al castagno sono la rovere, la roverella, il sorbo, il frassino, l’ontano. A quota piu' elevata, lungo il crinale e sui versanti settentrionali domina il faggio, mentre sui versanti meridionali più aridi cresce il pino silvestre.
I pini neri e i pini marittimi si incontrano a seguito dei criticabili passati interventi di rimboschimento che preferivano queste conifere rispetto alle specie locali meglio adattate ma di più lento accrescimento.
L’elevata predisposizione dei pini alle malattie parassitarie e all’incendio è tristemente testimoniata, in alcune zone, da numerosi esemplari in evidente cattivo stato di salute o ridotti a monconi carbonizzati.
La posizione geografica favorevole e la ricchezza di risorse del territorio hanno attirato l’attenzione dell’uomo fin dalla preistoria: numerose sono le tracce della sua presenza, dagli insediamenti oggetto di scavo archeologico al sentiero megalitico alle numerosissime incisioni rupestri.
Negli scavi di località Fenestrelle, nei pressi di Alpicella, sono stati trovati, fra le altre cose, frammenti di vasi a bocca quadrata caratteristici del neolitico (prima meta' del quarto millennio A.C.), ma probabilmente la zona e' stata abitata già a partire da 10.000 anni fa, nel paleolitico.

Le meraviglie del Parco del Beigua

Itinerari  alla scoperta delle peculiarità del versante marittimo del parco, immersi in una natura incontaminata a due passi dalle spiagge della riviera

 

Itinerario 1: salita in Pullman alla vetta del Monte Beigua (mt. 1.267 s.l.m.); visita della Cappella di N.S. Della Pace e della Croce del Beigua; escursione a Monte Grosso e alla torbiera del Lajone, ricca di piante insettivore e relitti vegetali dell’ultima glaciazione, pranzo al sacco e rientro.
Periodo consigliato: primavera – estate

Durata: una giornata
Servizi offerti:
accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99)

 

Itinerario 2: partenza da loc. Terralba di Arenzano; escursione con pranzo al sacco al Passo della Gava (760 mt) e alle due Tardie (mt 1.050 ca.), lungo l’itinerario piu' selvaggio del parco
Periodo consigliato: primavera – estate

Durata: una giornata
Servizi offerti:
accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99)

 

Preistoria sul Monte Beigua
Un itinerario alla scoperta dei principali siti archeologici neolitici e dell’Eta' del Ferro del Parco del Beigua, immersi nella faggeta e nel castagneto
Durata: una giornata
Servizi offerti: accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99); visita al Museo Archeologico di Alpicella (ingresso gratuito)

Fede e natura all’Eremo del Deserto
Un itinerario che abbina alla visita dell’antico eremo del Deserto di Varazze (romitaggio dei Carmelitani Scalzi) un escursione guidata nel Percorso Botanico del Deserto
Durata: una giornata
Servizi offerti: accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99)

Alle sorgenti del Sansobbia
Itinerario lungo il torrente Sansobbia, immersi nei boschi misti del lembo più orientale del parco, alla scoperta dei mammiferi del bosco (cinghiali, scoiattoli, ghiri, arvicole, faine e donnole) e dei picchi verdi
Durata: una giornata
Servizi offerti: accompagnamento con guida ambientale ed escursionistica (regolarmente abilitata ex L.R. 44/99)

Riserva Naturale Regionale dell’isola di Bergeggi
Superficie dell'area protetta: 8 ha
Presso Bergeggi la via Aurelia, alta sul mare, offre suggestivi affacci sulla scogliera sottostante, ricca di grotte e piccole insenature, e verso l'isola, comprese nella riserva naturale regionale. L'isolotto, suggestivo cono di roccia calcarea parzialmente ricoperto da macchia mediterranea, fu interessato da insediamenti umani fin dall'antichita'.
Sede di comunità monastiche, vi si trovano rovine di edifici militari e religiosi oltre ai resti di un edificio, probabilmente un faro, di eta' romana. I fondali marini prospicienti la Riserva Regionale della falesia e dell'Isola, possiedono un notevole interesse, sia dal punto di vista geologico, sia da quello biologico.
La falesia, come gia' detto, ha una notevole ricchezza di fenomeni carsici sopra e sotto il livello del mare, mentre attorno all'isola sono presenti situazioni ambientali ben diversificate, a cui corrispondono diversi popolamenti, da quelli delle Acque Fotofile a quelli del Coralligeno e delle Grotte sommerse.