Tributo a Vittorio Olinto Simonetti

Il ricordo della Cooperativa TRACCE

OLINTO VITTORIO SIMONETTI

Geologo, figlio di cavatori, grande amante e scopritore del Finalese e della sua Pietra.

Un vero pioniere dell’outdoor nel Finalese.

Questa passione lo condusse inizialmente, quale primo finalese, alla pratica dell’arrampicata sportiva, dove insieme a Gianni Calcagno e Alessandro Grillo contribuì fortemente alla scoperta ed esplorazione sistematica delle palestre di roccia del Finale ormai rinomate in tutto il mondo; proprio con loro pubblicò la prima guida delle vie di arrampicata “La Pietra del Finale” (1974).

L’amore per la pietra di Finale è testimoniato anche dalla realizzazione di numerose ed importanti sculture, realizzate a partire dai primi anni ’80 fino agli ultimi anni della sua vita.

Successivamente si dedicò sempre con la sua instancabile tenacia alla scoperta degli stupendi sentieri che attraversano i nostri altipiani ripulendo, spesso anche con il macete, antiche percorrenze nascoste dalla vegetazione. Ricordiamo tra tutti il progetto del “Sentiero Parlante”, primo esempio di itinerario che percorre interamente il finalese da Borgio a Noli, un sentiero nato per mostrare a tutti la bellezza del nostro territorio.

Fu tra i fondatori della cooperativa Tracce nel 1994, con la quale fino all’ultimo si dedicò con passione alla progettazione e realizzazione di interventi di valorizzazione ambientale su tutto il territorio provinciale. Ha mostrato a turisti e residenti le bellezze del nostro territorio sempre con inesauribile passione e amore, coinvolgendo numerose scuole (da ricordare le Cacce al tesoro naturalistiche e le Gare di orientamento).

Ideò ed organizzo due mostre sulla Pietra di Finale, a Genova al Palazzo Ducale e a Santa Caterina di Finalborgo.

Nell’ultimo periodo stava lavorando alla pubblicazione di un libro raccolta di tutte le sue innumerevoli informazioni e notizie sul finalese, nonché alla realizzazione di un ecomuseo dedicato alla coltivazione e all’utilizzo nel mondo della Pietra di Finale, sempre con la speranza di vedere finalmente un giorno concretizzarsi l’istituzione del Parco Regionale del Finalese.

La sua prematura scomparsa ha profondamente colpito e addolorato tutti i soci e ha lasciato un vuoto difficilmente colmabile.

 

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